The Thassarin's Curse

Verso le montagne

La torre di ghiaccio

Mentre si trovano nel cerchio più interno delle mura della cittadella, il nano Ulfgar IV, i fratelli umani Alka e Slaine e il dragonborn Rhaegar scoprono che Olemrac è scomparso di nuovo senza lasciare tracce come suo solito. Una rapida perlustrazione alle stalle, agli alloggi della servitù e alla caserma delle guardie rivela che gli edifici ormai vuoti sono stati abbandonati in fretta, prendendo il minimo indispensabile e lasciando indietro tutto il resto. Il portone principale, come anche i laterali e le finestre è stato sbarrato e fortificato, e nessuno sembra rispondere ai vari tentativi di comunicazione del dragonborn. Ad un trato la porta nelle mura si apre e fa il suo ingresso nel cortile un cavaliere in armatura dorata scortato da altri quattro cavalieri. Si tratta di ser Boros Blount, primo cavaliere del re. Questi interroga in fretta i quattro intrusi sentendosi profondamente responsabile per quello che è successo la notte precedente data la sua assenza e li invita ad allontanarsi dal castello immediatamente, ignorando le richieste di Alka e Rumo riguardo il salvataggio degli eladrin ma restituendo a Raeghar le sue armi e il suo pendente (non senza qualche screzio tra i due). Prima che possano varcare il cancello, fa poi richiamare Alka, col quale si intrattiene per qualche minuto chiedendo maggiori dettagli a proposito di quello che è successo durante la notte di sangue. Dopo aver appreso maggiori dettagli a riguardo si mostra maggiormente comprensivo, e offre una sorta di accordo di collaborazione reciproco.

Le ricerche del giorno successivo non portano a nessuna grossa novità; Callie e i bambini sembrano semplicemente scomparsi e altrettanto dicasi di Olemrac. Ritornati al palazzo (dove fanno anche la conoscenza di Gregor Clengane – il Mastino) apprendono nuovi dettagli riguardo gli avvenimenti passati. In particolare scoprono che un non meglio identificato elfo (che a detta di Alka trattasi di Firiundel travestito) avrebbe rubato un pezzo di argenteria (che sempre a detta dello stesso trattasi di una scaglia di Arbalest) dal castello, motivo per cui ser Blount era stato mandato a cercarlo per recuperare la refurtiva e il ladro. Dopo aver consegnato al condottiero un libro sul quale sembra esserci una sorta di diario dei cavalieri reali che si sono succeduti nel tempo nei vari regni passati, grazie ad altre informazioni apprese, anche il gruppo riesce a mettersi sulle tracce dell’elfo misterioso, per arrivare però allo stesso punto morto del cavaliere. A questo punto non avendo altre alternative, i PG decidono di recarsi dai nani come richiesto in precedenza dall’ormai defunto patriarca di Moradin.

Il passaggio sulle montagne seppur riportato con dettagli nella cartina in possesso di Ulfgar, risulta assai ardo da affrontare quando pieno di neve, e l’assalto notturno di una grossa Manticora contribuisce a rendere teso il clima che il gruppo va via via affrontando.

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pigliapost

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