The Thassarin's Curse

La corona di Orogemma

La festa dei salici in fiore

Un tentativo di divinazione eseguito dal sacerdote di Moradin alla rocca del toro, alla domanda su dove si trovi Callie ottiene come unica risposta una parola in lingua eladrin, la cui traduzione corrisponde circa a “qui con me”. Pertanto, dopo aver lasciato i nani di Rocca del Toro in cerca di Mithrandiel, la terra natale degli Eladrin, i quattro avventurieri decidono di ridiscendere il sentiero che conduceva al villaggio di Taren, in modo da poter ritornare nella vale di Thassarin e controllare l’eventuale presenza di superstiti all’interno del bosco d’argento. . Ben presto però ci si accorge che il bosco è ormai presidiato da ingenti truppe di varia composizione, tra cui si contano orchi e goblin, ma anche elfi, umani e soprattutto tanti non-morti.

Anche la città di Atharis sembra in preda al caos; la cittadella è stata abbandonata in fretta dalla famiglia reale con tutti i sottoposti e gran parte della città giace in rovina più di quanto non fosse stata distrutta durante la notte delle fiamme. Un lungo esame della biblioteca reale rivela la presenza di un nome misterioso nella linea di successione al trono di Atharis. Dopo Oddring, il promesso sposo di Irunari, il successivo re degli umani è stata in realtà una regina di nome Melisandre. Quasi nessun altro riferimento è presente nella biblioteca sul suo nome e su chi fosse questa (unica) donna ad aver occupato il trono, a parte delle canzoni che la dipingono come una strega e una statua nella quale è rappresentata come un guerriero con in mano la testa del drago Valextris. Sulle cartine della capitale, a differenza di quelle dei nani, è presente l’isola di Mithrandiel.

Presa la strada per raggiungere un porto da cui salpare per l’isola, il gruppo raggiunge la cittadina di Norfolk, dove fa la conoscenza di Arthur Dondarrion e di suo figlio Erik, due nani che gestiscono un attrezzatissimo negozio di oggettistica magica. Il vecchio nano si rifiuta però di accettare come pagamento l’oro sottratto al tempio di Bahamut, rivelando di essere lui stesso un sacerdote del dio scomparso da lungo tempo. Il nano rivela anche si essere un divinatore, di sapere già della loro prossima venuta e di avere una missione da svolgere: rispondere a delle domande che il gruppo stesso gli porrà. Per farlo però ha bisogno di una particolare corona, appartenuta ad un antico re coboldo chiamato Orogemma. La corona è il premio in palio per la festa dei salici in fiore, un avvenimento che si celebra ogni 50 anni e che coinvolge tutte le razze in maniera pacifica. Ai gruppi di avventurieri è concesso di inoltrarsi all’interno dell’antica villa di Orogemma, nel tentativo di recuperare la sua corona, che dona al possessore la facoltà di rispondere alle domande poste per un minuto di tempo prima di ritornare nella villa.

Arthur Dondarrion sostiene che grazie alla corona riuscirà a rispondere alle domande che ha previsto gli verranno poste dal gruppo, e visto che la missione non è senza pericoli offre al gruppo alcuni oggetti fabbricati da lui di grande valore e potenza. Inoltre raccomanda caldamente di non attacar briga con nessuno, visto che la festa è aperta a partecipanti di tutte le razze e quindi si potrebbero fare incontri sgraditi. Infatti giunti sul posto, gli eroi incontrano esseri di ogni tipo, e in particolare con grande stupore notano la presenza di una coppia di drow, che tranquillamente bevono del vino insieme ad altre creature. La manifestazione è gestita da un numeroso manipolo di coboldi, che provvedono ad ogni esigenza dei partecipanti, ma che non appena intravedono Rhaegar iniziano a prostrarsi ai suoi piedi e a chiamarlo sire. Ben presto tutta la manifestazione si blocca a causa del gran numero di coboldi accorsi ad adorare il loro redivivo sovrano, mentre il gruppo viene fatto accomodare presso l’ingresso della villa di Orogemma.

Perchè i coboldi chiamino sire Rhaegar e perchè affermino che nel passato lui abbia già conquistato la corona nonostante lui non ne abbia memoria è un nuovo mistero per tutti. Entrati nella dimora, gli eroi trovano non poche difficoltà ad attenderli, comprendenti varie creature poste a difesa della villa, un veleno ad azione lenta somministrato dai coboldi all’ingresso e gli atrusi indovinelli posti dal fantasma di Orogemma stesso, che sembra voler torturare il gruppo con delle strane domande, quali ad esempio chi fosse il fidanzato di Irunari o quale fosse il nome della guerriera drow durante la sfida delle razze. Dopo aver recuperato la corona, finalmente il gruppo può portarla a Arthur Dondarrion, che indossatala può finalmente rispondere alle domande del gruppo, tramite un sì o un no.

Le domande poste sono :

  1. Firiundel è a Mithrandiel? – SI
  2. Callie è con Firiundel ? – SI
  3. Firiundel è l’ultimo eladrin? – NO
  4. Firiundel e Callie saranno a Mithrandiel quando arriveremo? – NO
  5. Le azioni di Rhaegar sono utili per liberare i suoi fratelli? – SI
  6. L’esercito del bosco d’argento è soto la guida di Golduruth? – SI
  7. Valextris è ancora vivo? – NO ...

Comments

Ma allora chi è costei??? Racconta racconta. Ma nessun pericolo incombente a questo giro?

La corona di Orogemma
 

Si è sprecato il nano.

La corona di Orogemma
 

Per i pericoli ci pensaiamo da soli a crearli….tipo liberare draghi sigillati da secoli e cose del genere….

La corona di Orogemma
pigliapost

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